Padre morto, incassa la pensione per sei anni. A processo a Novara, il pubblico ministero ha chiesto una condanna a 8 mesi.

Padre morto, incassa la pensione per sei anni

Il padre dell’imputato era morto il 28 marzo del 2006 per cause naturali. Da allora il figlio, finito a processo in Tribunale a Novara, stando a quanto sostenuto dall’accusa, avrebbe approfittato di un errore sulla comunicazione del decesso, che sarebbe così passato inosservato all’Inps, e continuato a ricevere sul conto corrente tanto la pensione del padre, quanto anche l’invalidità civile e l’accompagnamento. Questo almeno per sei anni, sino alla fine del mese di maggio del 2012, quando l’Inps aveva scoperto cosa stava accadendo e aveva sospeso le erogazioni dei trattamenti pensionistici, chiedendo la restituzione di quanto percepito indebitamente dall’uomo, un cinquantenne di Borgomanero.

In tribunale a Novara

L’uomo, però, non può restituire nulla, perché sul conto non ci sono i soldi a sufficienza. Così Angelo Maria Eugenio Guidetti, figlio della persona deceduta nel 2006, dopo la denuncia dell’Istituto di previdenza e l’udienza preliminare degli scorsi mesi, è finito alla sbarra a Palazzo Fossati.  Per lui l’accusa, che inizialmente era stata di truffa, è quella di ‘indebita percezione di erogazioni ai danni dello Stato’. Un reato per cui si rischiano anche sino a 3 anni di reclusione. Venerdì pomeriggio, in Tribunale, il pubblico ministero Mario Andrigo, a conclusione della sua requisitoria, ha chiesto una condanna a 8 mesi.

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Udienza aggiornata all’8 giugno

Il difensore dell’uomo, l’avvocato Marco Milan del Foro di Novara, ha invece chiesto l’assoluzione del suo assistito, sostenendo come Guidetti non abbia commesso nulla e come sia mancata la volontà di approfittare della situazione. Manca, inoltre, sempre a quanto sostenuto dalla difesa, il dolo.  L’udienza è stata, quindi, aggiornata al prossimo 8 giugno, quando probabilmente ci sarà la sentenza. L’uomo, dunque, stando alle contestazioni, avrebbe incassato per sei anni tutti i trattamenti pensionistici del padre, che arrivavano in banca sul conto corrente co-intestato a entrambi.

Ogni mese 16.000 euro

Ricevendo questi trattamenti, ogni mese l’uomo accumulava una cifra pari a circa 16mila euro. Complessivamente si sarebbe appropriato, nei sei anni, dal 2006 al 2012, di 97.274 euro.
Qualche udienza fa, in aula, erano stati ascoltati alcuni funzionari dell’Inps. Stando quanto hanno sostenuto, l’imputato, dopo la morte del padre, avrebbe approfittato di un errore sulla comunicazione del decesso, continuando a ricevere la pensione. A dare il via al controllo, la banca presso la quale era registrato il conto intestato a padre e figlio, che aveva segnalato all’Inps la situazione.
mo.c.