Matrimoni finti per acquisire la cittadinanza. Risvolti novaresi per l’operazione “Stranamore” che ha visto denunciate 41 persone.

Matrimoni finti per acquisire la cittadinanza

Risvolti novaresi per l’operazione dei Carabinieri della Stazione di Vercelli “Stranamore”. I militari a conclusione di una prolungata e articolata attività di indagine hanno deferito in stato di libertà 41 persone, 20 delle quali di nazionalità straniera, perchè ritenute responsabili a vario titolo ed in concorso fra loro, di favoreggiamento all’immigrazione clandestina, falsità materiale commessa dal privato in atto pubblico finalizzata all’emissione di documenti validi alla permanenza sul territorio dello stato. Sono state effettuate perquisizioni presso le abitazioni degli indagati nelle province di Milano, Torino, Vercelli, Novara e Biella che hanno permesso di sequestrare sim card, permessi di soggiorno e documentazione relativa ai matrimoni celebrati utili a comprovare ulteriormente le loro già oggettive responsabilità.

Operazione “Stranamore”

Secondo quanto reso noto gli organizzatori “si facevano pagare una somma di denaro, mai inferiore ai 4.000 euro, pretesa dallo straniero irregolare, per organizzare matrimoni fittizi con un cittadino italiano compiacente, che si prestava ad acquisire la veste del coniuge residente pur non avendo mai avuto una reale convivenza. Ciascuno riceveva il suo compenso, in relazione al ruolo rivestito nell’organizzazione e per la propria parte inscenata. L’indagine ha avuto avvio nel marzo 2017 e finora i riscontri hanno permesso di evidenziare la celebrazione di 10 matrimoni fittizi, 7 a Vercelli, uno a Lamporo e due all’estero, già dal luglio 2016”.

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La procedura costava fino a 10.000 euro

Il principale indagato, destinatario della misura cautelare dell’obbligo di dimora a Vercelli con presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria, è N.B., cittadino marocchino 38enne residente a Vercelli. Questo “riceveva direttamente le richieste di attivare la procedura, proponendo anche personalmente la facile soluzione a stranieri irregolari desiderosi di ottenere un permesso di soggiorno italiano, ai quali richiedeva compensi che in alcuni casi hanno raggiunto i 10.000 euro. Una volta reclutati i cittadini italiani disposti, dietro compenso a contrarre matrimonio, il magrebino di faceva carico di tutto l’iter burocratico finalizzato ad arrivare alla celebrazione dei matrimoni reperendo anche i testimoni prezzolati, tutto all’oscuro degli ufficiali di stato civile”.

m.d.