Avevano sparato 13 colpi d’arma da fuoco contro il cancello di un imprenditore edile di Tornaco a gennaio. All’alba di mercoledì, con una spettacolare operazione, i Carabinieri della Compagnia di Novara, con il supporto dei militari della Compagnia di Chivasso, del Nucleo Cinofili e del Nucleo Elicotteri di Volpiano, hanno arrestato gli esecutori e il mandante della sparatoria. I militari hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di quattro persone, emessa dal gip del Tribunale di Novara Luca Fidelio su richiesta della locale Procura della Repubblica. Le indagini sono state coordinate dal pm Mario Andrigo. Tre persone, di origine calabrese, sono indagate per i reati di concorso in tentata estorsione aggravata e di concorso in detenzione e porto abusivo di pistola. Gli arrestati sono: Guido Carbone, classe 1982, imprenditore; Giuseppe Carbone, classe 1989, imprenditore; Francesco Ierardi, classe 1988, imprenditore; tutti residente a Brandizzo (To) e tutti e tre già noti alle Forze dell’ordine. Con loro Davide, Visentin classe 1987, residente a Brandizzo, geometra, incensurato.

A gennaio gli spari contro il cancello

La sparatoria era avvenuta attorno alle 20,30 del 10 gennaio di quest’anno. Un imprenditore edile di Tornaco segnalava al “112” che ignoti avevano esploso diversi colpi di arma da fuoco indirizzati al cancello di ingresso della sua abitazione. Sul posto intervenivano i carabinieri del Comando Stazione di Vespolate, che rinveniva 13 bossoli calibro 9×21. Quella stessa notte la vittima sporgeva denuncia fornendo  elementi utili ad avviare le indagini condotte prima dai Carabinieri della Stazione di Vespolate e subito dopo da quelli del Nucleo Operativo e Radiomobile. Il cerchio si stringe su alcune persone che, nel recente passato, avevano intrattenuto rapporti lavorativi con la vittima che aveva effettuato dei lavori edili per alcune villette a schiera a Brandizzo. I problemi erano sorti per questioni di soldi: l’imprenditore edile era vittima di minacce, da lui si pretendeva la realizzazione di lavori extra senza il pagamento del dovuto.  La figura di Guido Carbone, secondo i militari, «è risultata in grado di determinare una rilevante capacità intimidatoria, anche in forza dei solidi legami con esponenti di spicco della ‘ndrangheta». Nel corso delle operazioni Francesco Ierardi tentava la fuga, a piedi. Inseguito dai Carabinieri a terra e monitorato dall’Elicottero AB 412 del 1° Nucleo, è stato bloccato.
m.d.