Teatro Coccia, inizia la resa dei conti. Si preannuncia un consiglio d’amministrazione “di fuoco” dopo l’invio di documenti al sindaco e alla Procura della Repubblica dalla presidente del Consiglio di Amministrazione Carmen Manfredda.

Teatro Coccia, inizia la resa dei conti

Si preannuncia oggi pomeriggio per la Fondazione Teatro Coccia un consiglio d’amministrazione “di fuoco”. Quella che sembra essere una convocazione straordinaria dovrebbe, infatti, trattare anche delle ultime indiscrezioni emerse dai media che paventano il rischio di una fuga da parte degli sponsor. Tutto nascerebbe dalle lettere inviate al sindaco, e per conoscenza alla Procura della Repubblica, dalla presidente del consiglio di amministrazione della Fondazione Teatro Coccia, Carmen Manfredda. Nei due documenti si segnalerebbe che alcuni imprenditori avrebbero sfruttato l’art bonus per scaricare il 65% dell’investimento e poi recuperare le somme versate sfruttando dei benefit.

Riferimenti alla Fondazione BpN

Cos’è l’art bonus? In Italia con una legge del 2014 è stato introdotto un “credito d’imposta” per le erogazioni liberali in denaro a sostegno della cultura dello spettacolo definito appunto art bonus, quale “sostegno del mecenatismo a favore del patrimonio culturale”.  Sempre nei documenti inviati al sindaco vi sarebbero dei riferimenti alla Fondazione Banca Popolare di Novara per il territorio e al suo presidente, Franco Zanetta, che, secondo le segnalazioni, non avrebbe avuto il titolo per partecipare all’assemblea dei soci della Fondazione Teatro Coccia.

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Irregolarità

Se irregolarità vi sono state è giusto che la magistratura intervenga e prenda i provvedimenti in materia. Le segnalazioni sono state fatte sicuramente per evitare eventuali irregolarità, forse formali, ma certamente innescano una serie di riflessioni. Il rischio è di “buttare con l’acqua sporca anche il bambino” per citare una metafora abusata.  Negli ultimi anni come risulta pubblicamente dalla consultazione dei vari bilanci , la Fondazione BpN ha dato al teatro Coccia più di 3 milioni di euro. In precedenza vi erano stati vari contributi per i restauri dell’immobile, sempre da parte della storica banca cittadina. Con questa sorta di “messa sotto accusa” vi sarà ancora la volontà di sostenere economicamente il teatro?

Massimo Delzoppo

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