Più vicino al territorio, grazie alla collaborazione con tanti enti novaresi e al nuovo logo che riporta la dicitura Lago Maggiore. Ma anche più aperto al mondo, con progetti internazionali per la salvaguardia degli animali a rischio di estinzione nel loro habitat naturale. E’ la duplice strategia del Safari Park di Pombia, il secondo giardino zoologico d’Italia per dimensioni, che comincia la stagione 2018 con tante novità dentro e fuori il suo perimetro.

Safari Park, 450.000 metri quadri “come essere in Africa”

Nata nel 1976, la struttura di Pombia era finita in liquidazione negli anni ’90. A salvarla dal declino fu l’acquisizione da parte di Orfeo Triberti, attuale presidente del parco, e di un socio nel 1998. Da allora la zona safari è stata affiancata da un parco divertimenti e da altre strutture ricreative, per un’estensione totale di circa 450 mila metri quadrati, dove lavorano una cinquantina di persone. “Il parco è un patrimonio culturale per i nostri bambini e ragazzi, e non solo: qui possono conoscere e amare gli animali del mondo – ha spiegato il presidente Orfeo Triberti – Animali che però sono esclusivamente nati nella nostra struttura o in altre strutture come la nostra. Mai nessun esemplare è stato o sarà prelevato in natura”.

In questi giorni nel parco si lavora alacremente per sistemare tutto in vista dell’avvio della nuova stagione.  “Nel 2017 abbiamo raggiunto le 280 mila presenze – ha sottolineato Luca Torno, direttore marketing del parco – L’obiettivo per il 2018 è arrivare a 300 mila, grazie alle tante novità che stiamo sperimentando nel campo della comunicazione, e non solo”.

Elefanti, tigri, leoni marini

Quest’anno le famiglie e gli amanti della natura saranno accolti in un’area safari dove sono stati realizzati importanti lavori, con investimenti da centinaia di migliaia di euro. “A dimostrazione della nostra attenzione al benessere degli animali” ha chiarito Davide Guerretta, direttore Affari Generali del Safari Park. Per gli elefanti è stata creata una zona di 5 mila metri quadrati ed è stata predisposta una stalla che potrà ospitare anche esemplari con problemi. Per gli ippopotami è stata sistemata una zona da 1400 metri quadrati. Inoltre sta per essere ultimata la riserva dedicata ai leoni marini. Sul fronte degli spettacoli, alle esibizioni già collaudate, sarà affiancata una nuova dimostrazione con i rapaci. E tra le attrazioni si aggiungerà il nuovo cinema 10d.

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Legame col territorio, sguardo al mondo

Si fa sempre più stretto il legame con le altre bellezze turistiche del novarese. Lo si percepisce sin dal logo, dove alla nota scritta Safari Park, è stata aggiunta la dicitura Lago Maggiore. E sono attive partnership con altre realtà dell’area dei laghi, a cominciare dal circuito Lago Maggiore Fun. La strategia territoriale non guarda, però, solo ai turisti che arrivano da lontano ma anche al tessuto locale e alle scuole. E anche il Corriere di Novara è diventato media partner del Safari Park.

“Salvaguardia degli animali e dell’ambiente”

Un vera e propria “nuova era”, come è stata definita dal direttore marketing Luca Torno, “senza cambiare però la filosofia alla base del parco, cioè quella di impegnarsi nella salvaguardia degli animali e dell’ambiente in cui vivono”. Già da alcuni anni, infatti, parte del biglietto d’ingresso alla struttura va a finanziare il programma Sos Elefante, che cerca di salvare dall’estinzione l’elefante pigmeo in Malesia. Negli ultimi tempi, inoltre, ben cinque tigre siberiane sono state già avviate ad un progetto di ripopolamento in Siberia. Mentre presto, sempre nel Sud-Est asiatico, sarà attivato un  nuovo piano a favore dei rinoceronti di Sumatra.

l.pa.