Chissà se l’abbattimento avvenuto la scorsa settimana da parte di un’auto di un palo della luce riuscirà a convincere l’Amministrazione provinciale a riattivare l’illuminazione pubblica attorno alla rotatoria della “Meda” nella periferia sud della città, a poche centinaia di metri di distanza dal casello di San Martino dell’autostrada “Voltri – Sempione”. Un punto strategico dal punto di vista viario dove c’è il raccordo tra la Sr 229 del Lago d’Orta, la tangenziale di Borgomanero, che consente agli automobilisti di raggiungere la Sr 142 per Arona e la Sr 32dir per Gattico “bypassando” il centro cittadino, e la strada provinciale che porta a Cressa. Da quasi due anni le luci sono spente. Gli abitanti della zona hanno ripetutamente sollecitato la riattivazione dell’impianto di pubblica illuminazione venuto a costare, assieme alla rotatoria,  alcune centinaia di migliaia di euro . A carico ovviamente dei contribuenti. A farsi portavoce delle lamentele dei residenti è la signora Elena Andreoli Signini. «Agli inizi di giugno di due anni fa – racconta – avevo segnalato il problema all’Ufficio tecnico del Comune di Borgomanero a cui avevo anche evidenziato la presenza di una lampada danneggiata probabilmente da un fulmine. Mi risposero che avrebbero avvertito la Provincia. Non avendo saputo più nulla e dopo aver interpellato ancora il Comune, a fine agosto avevo telefonato direttamente all’Ufficio strade della Provincia e dopo vari passaggi mi ero sentita rispondere che era stato un dirigente ad impartire l’ordine di spegnere tutte le luci nelle rotonde perché il codice della strada non lo prevedeva. Avevo fatto rilevare che non mi risultava però che un analogo trattamento fosse stato riservato ad altre rotatorie presenti sul territorio. Perché solo quelle della Meda? Non sappiamo più a chi rivolgerci. L’augurio è che l’abbattimento del palo della luce e il fatto che solo per un caso fortuito nessuno abbia riportato ferite o peggio, possa far comprendere che una situazione del genere è assolutamente insostenibile. Non vorremmo, qualora ci scappasse il morto, dover poi dire: ve lo avevamo detto». Nella foto, di Panizza il palo della luce divelto alla rotatoria in località “Meda”.

Carlo Panizza

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Chissà se l’abbattimento avvenuto la scorsa settimana da parte di un’auto di un palo della luce riuscirà a convincere l’Amministrazione provinciale a riattivare l’illuminazione pubblica attorno alla rotatoria della “Meda” nella periferia sud della città, a poche centinaia di metri di distanza dal casello di San Martino dell’autostrada “Voltri – Sempione”. Un punto strategico dal punto di vista viario dove c’è il raccordo tra la Sr 229 del Lago d’Orta, la tangenziale di Borgomanero, che consente agli automobilisti di raggiungere la Sr 142 per Arona e la Sr 32dir per Gattico “bypassando” il centro cittadino, e la strada provinciale che porta a Cressa. Da quasi due anni le luci sono spente. Gli abitanti della zona hanno ripetutamente sollecitato la riattivazione dell’impianto di pubblica illuminazione venuto a costare, assieme alla rotatoria,  alcune centinaia di migliaia di euro . A carico ovviamente dei contribuenti. A farsi portavoce delle lamentele dei residenti è la signora Elena Andreoli Signini. «Agli inizi di giugno di due anni fa – racconta – avevo segnalato il problema all’Ufficio tecnico del Comune di Borgomanero a cui avevo anche evidenziato la presenza di una lampada danneggiata probabilmente da un fulmine. Mi risposero che avrebbero avvertito la Provincia. Non avendo saputo più nulla e dopo aver interpellato ancora il Comune, a fine agosto avevo telefonato direttamente all’Ufficio strade della Provincia e dopo vari passaggi mi ero sentita rispondere che era stato un dirigente ad impartire l’ordine di spegnere tutte le luci nelle rotonde perché il codice della strada non lo prevedeva. Avevo fatto rilevare che non mi risultava però che un analogo trattamento fosse stato riservato ad altre rotatorie presenti sul territorio. Perché solo quelle della Meda? Non sappiamo più a chi rivolgerci. L’augurio è che l’abbattimento del palo della luce e il fatto che solo per un caso fortuito nessuno abbia riportato ferite o peggio, possa far comprendere che una situazione del genere è assolutamente insostenibile. Non vorremmo, qualora ci scappasse il morto, dover poi dire: ve lo avevamo detto». Nella foto, di Panizza il palo della luce divelto alla rotatoria in località “Meda”.

Carlo Panizza