Rapporto AlmaLaurea, occupato l’83% dei laureati triennali all’Università del Piemonte Orientale a un anno dal titolo.

AlmaLaurea, presentato il XX Rapporto sul profilo e sulla condizione occupazionale dei laureati

Il Consorzio Interuniversitario AlmaLaurea ha presentato il XX Rapporto sul Profilo e sulla Condizione occupazionale al Convegno “Mutamenti strutturali, laureati e posti di lavoro”, all’Università di Torino, l’11 giugno. Le Indagini hanno coinvolto i laureati di 74 università delle 75 ad oggi aderenti al Consorzio. Il Rapporto di AlmaLaurea sul Profilo dei laureati ha analizzato le performance formative di oltre 276 mila laureati nel 2017: in particolare, 157mila laureati di primo livello, 81mila laureati nei percorsi magistrali biennali e 36mila laureati a ciclo unico. Il Rapporto di AlmaLaurea sulla Condizione occupazionale ha analizzato oltre 630mila laureati di primo e secondo livello nel 2016, 2014 e 2012 contattati, rispettivamente, a uno, tre e cinque anni dal conseguimento del titolo.

Il profilo dei laureati dell’Università del Piemonte orientale

I laureati nel 2017 dell’Università del Piemonte Orientale coinvolti nel XX Rapporto sul Profilo dei laureati sono 1.839. Si tratta di 1.243 di primo livello, 324 magistrali biennali e 263 a ciclo unico; i restanti sono laureati dei corsi pre-riforma. La quota di laureati di cittadinanza estera è complessivamente pari al 4,8%. Il 21,6% dei laureati proviene da fuori regione. È in possesso di un diploma di tipo liceale (classico, scientifico e linguistico) il 57,1% dei laureati. Possiede un diploma tecnico il 28,8% dei laureati. Residuale la quota dei laureati con diploma professionale.

La riuscita negli studi universitari

L’età media alla laurea è 25,9 anni per il complesso dei laureati, nello specifico di 25,0 anni per i laureati di primo livello e di 28,2 anni per i magistrali biennali. Un dato su cui incide il ritardo nell’iscrizione al percorso universitario: non tutti i diplomati, infatti, si immatricolano subito dopo aver ottenuto il titolo di scuola secondaria superiore. Il 59,2% dei laureati termina l’università in corso: in particolare è il 59,2% tra i triennali e il 75,0% tra i magistrali biennali. Il voto medio di laurea è 100,1 su 110: 98,4 per i laureati di primo livello e 105,0 per i magistrali biennali.

Tirocini, studio all’estero e lavoro durante gli studi

L’81,7% dei laureati ha svolto tirocini riconosciuti dal proprio corso di studi. E’ l’85,9% tra i laureati di primo livello e il 72,4% tra i magistrali biennali. Ha compiuto un’esperienza di studio all’estero riconosciuta dal corso di laurea (Erasmus in primo luogo) il 7,2% dei laureati. Il 63,0% dei laureati ha svolto un’attività lavorativa durante gli studi universitari.

Il 92% dei laureati soddisfatto dell’esperienza universitaria

Per analizzare la soddisfazione per l’esperienza universitaria appena conclusa si è scelto di prendere in considerazione l’opinione espressa dal complesso dei laureati in merito ad alcuni aspetti. Il 92,3% dei laureati è soddisfatto del rapporto con il corpo docente e l’86,8% ritiene il carico di studio adeguato alla durata del corso. In merito alle infrastrutture messe a disposizione dall’Ateneo, l’81,9% dei laureati considera le aule adeguate. Più in generale, il 92,1% dei laureati si dichiara soddisfatto dell’esperienza universitaria nel suo complesso. Il 72,4% dei laureati sceglierebbe nuovamente lo stesso corso e lo stesso Ateneo, mentre il 5,7% si riscriverebbe allo stesso Ateneo, ma cambiando corso.

La condizione occupazionale dei laureati Upo

L’Indagine sulla Condizione occupazionale ha riguardato complessivamente 2.678 laureati dell’Upo. I dati si concentrano sull’analisi delle performance dei laureati triennali e magistrali biennali usciti nel 2016 e intervistati a un anno dal titolo e su quelle dei laureati magistrali biennali usciti nel 2012 e intervistati dopo cinque anni.

I laureati triennali

L’Indagine ha coinvolto 1.228 laureati triennali del 2016 contattati dopo un anno dal titolo (nel 2017). Il 37,0% dei laureati di primo livello, dopo il conseguimento del titolo, decide di proseguire il percorso formativo iscrivendosi ad un corso di secondo livello. Dopo un anno il 36,0% risulta ancora iscritto. Isolando quindi i laureati triennali dell’Upo che, dopo il titolo, non si sono mai iscritti a un corso di laurea (61,4%), è possibile indagare le loro performance occupazionali a un anno dal titolo. A un anno dal conseguimento del titolo, il tasso di occupazione è dell’83,0%. Quello di disoccupazione (calcolato sulle forze di lavoro, cioè su coloro che sono già inseriti o intenzionati a inserirsi nel mercato del lavoro) è pari al 10,7%.

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Il 22,4% a tempo indeterminato

Il 22,4% degli occupati può contare su un lavoro alle dipendenze a tempo indeterminato, mentre il 43,4% su un lavoro non standard (in particolare su un contratto alle dipendenze a tempo determinato). Il 19,3% svolge un’attività autonoma. Il lavoro part-time coinvolge il 27,4% degli occupati. La retribuzione è in media di 1.324 euro mensili netti. Ma quanti fanno quello per cui hanno studiato? Si è presa in esame l’efficacia del titolo, che combina la richiesta della laurea per l’esercizio del lavoro svolto e l’utilizzo, nel lavoro, delle competenze apprese all’università. Sono il 72,0% gli occupati che considerano il titolo molto efficace o efficace per il lavoro che svolgono. Più nel dettaglio, il 61,0% dichiara di utilizzare in misura elevata, nel proprio lavoro, le competenze acquisite all’università.

I laureati magistrali a un anno dalla laurea

I laureati magistrali biennali del 2016 contattati dopo un anno dal titolo sono 289, quelli del 2012 contattati a cinque anni sono 261. Tra i laureati magistrali biennali del 2016 intervistati a un anno dal conseguimento del titolo, il tasso di occupazione (si considerano occupati quanti sono impegnati in un’attività retribuita, di lavoro o di formazione) è pari all’85,6%. Il tasso di disoccupazione, calcolato sulle forze di lavoro, è pari al 10,6%. Il 48,3% prosegue il lavoro iniziato prima della laurea, il 12,9% ha invece cambiato lavoro. Il 38,8% ha iniziato a lavorare solo dopo il conseguimento del titolo. Il 42,2% degli occupati può contare su un contratto alle dipendenze a tempo indeterminato mentre il 24,5% su un lavoro non standard. Il 6,1% svolge un’attività autonoma. Il lavoro part-time coinvolge il 17,7% degli occupati. La retribuzione è in media di 1.351 euro mensili netti. Il 41,7% degli occupati ritiene la laurea conseguita molto efficace o efficace per il lavoro che sta svolgendo. Inoltre, il 38,1% dichiara di utilizzare in misura elevata, nel proprio lavoro, le competenze acquisite durante il percorso di studi.

E a cinque anni

Il tasso di occupazione dei laureati magistrali biennali del 2012, intervistati a cinque anni dal conseguimento del titolo, è pari al 90,2%. Il tasso di disoccupazione è pari al 4,5%. Gli occupati assunti con contratto a tempo indeterminato sono il 61,9%, mentre gli occupati che svolgono un lavoro non standard sono il 12,2%. Svolge un lavoro autonomo il 20,1%. Il lavoro part-time coinvolge il 10,1% degli occupati. Le retribuzioni arrivano in media a 1.518 euro mensili netti. Il 54,7% degli occupati ritiene la laurea conseguita molto efficace o efficace per il lavoro che sta svolgendo; il 43,2% dichiara di utilizzare in misura elevata, nel proprio lavoro, le competenze acquisite all’università. Ma dove vanno a lavorare? Il 66,9% dei laureati è inserito nel settore privato, mentre il 28,1% nel pubblico. La restante quota lavora nel non-profit (5,0%). L’ambito dei servizi assorbe l’83,5%, mentre l’industria accoglie il 13,7% degli occupati. Marginale la quota di chi lavora nel settore dell’agricoltura.

v.s.