Oculistica Borgomanero, dalla Fondazione BpN nuova strumentazione d’avanguardia per l’ospedale SS. Trinità. Si tratta di una piattaforma tecnologica in grado di convertire il tradizionale microscopio operatorio in un sistema di visualizzazione 3D ad alta definizione.

Oculistica Borgomanero, dalla Fondazione BpN nuova strumentazione d’avanguardia

Si chiama “Ngenuity digitally assisted vitreoretinal surgery” ed è la piattaforma tecnologica che già dallo scorso anno è utilizzata nel reparto di oculistica dell’ospedale SS. Trinità di Borgomanero grazie alla Fondazione della Banca popolare di Novara per il territorio. Il progetto è stato presentato oggi a Palazzo Bellini, sede storica della BpN. “Dal 2002 la nostra Fondazione ha investito 56 milioni di euro sul territorio – ha detto il presidente Franco Zanetta – di questi buona parte sono stati indirizzati alla sanità perchè lo riteniamo un settore molto importante in un’ottica di vantaggio per i cittadini. Già in passato la Struttura complessa di Oculistica di Borgomanero è stata oggetto di attenzione da parte nostra con contributi destinati all’acquisto di apparecchiature diagnostiche. Occorre che questi macchinari avanzati siano utilizzati in un contesto di eccellenza come è appunto l’Oculistica diretta dal dottor Belloli”.

“Reparto di eccellenza che attrae pazienti dalla Lombardia”

“Ringraziamo profondamente la Fondazione BpN per questo prezioso contributo – ha proseguito il direttore generale dell’Asl Novara Adriano Giacoletto – Anche un ospedale di medie dimensioni non può sopravvivere senza apparecchiature all’avanguardia. L’Oculistica di Borgomanero grazie al dottor Belloli e alla sua équipe è un reparto di eccellenza che attrae pazienti da altre Asl del Piemonte, circa il 20%, e anche dalla Lombardia per il 15%. Di solito abbiamo problemi a reperire specialisti per gli ospedali di provincia ma in questo caso, con questo livello di personale e di strumentazioni la situazione è diversa”.

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Un sistema di visualizzazione 3D ad alta definizione

La piattaforma “Ngenuity digitally assisted vitreoretinal surgery” è costata 100.000 euro. E’ composta da videocamera stereoscopica ad alta definizione 3D, workstation per elaborare e registrare le immagini ottenute durante la chirurgia e schermo 4K. In pratica questa strumentazione converte il classico microscopio operatorio in un sistema di visualizzazione tridimensionale ad alta definizione.  “La nuova tecnologia può essere utilizzata per tutti gli interventi che prevedono l’uso del microscopio operatorio e in particolare nel campo della chirurgia vitreoretinica. – ha spiegato il direttore della Sc Oculistica Vito Belloli – una chirurgia che nella sua complessità e delicatezza ha bisogno di immagini di grande qualità e in un contesto chirurgico nel quale è fondamentale limitare al massimo i possibili danni ai tessuti”.

Valentina Sarmenghi