Mafia, ieri pomeriggio a Novara i membri dell’Associazione Libera hanno distribuito origami di carta a forma di tulipano, uno per ogni vittima.

Mafia, flash mob di Libera in centro città

Hanno sfidato anche la pioggia i membri del presidio novarese dell’Associazione Libera che ieri, in piazza delle Erbe, hanno dato vita al programmato flash mob. L’iniziativa è stata organizzata in occasione del 21 marzo, Giornata nazionale della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie. La Giornata è dallo scorso anno riconosciuta per legge dopo l’approvazione con voto unanime alla Camera dei Deputati. E’ nata nel 1996 appunto ad opera dell’Associazione “Libera, Nomi e numeri contro le mafie”. L’edizione 2018, la 23ª, ha come tema “Terra, solchi di verità e giustizia” e verrà vissuta attraverso la lettura degli oltre 900 nomi delle vittime seguita da momenti di approfondimento.

Obiettivo sensibilizzare al ricordo dei morti per mano delle organizzazioni mafiose

Ieri pomeriggio, una quindicina di componenti di Libera, nell’ambito delle iniziative organizzate in città per l’occasione, hanno distribuito ai passanti alcuni origami fatti di carta a forma di tulipano. Un tulipano per ogni vittima riconosciuta da Libera con l’obiettivo di informare e sensibilizzare la comunità al ricordo dei morti per mano delle organizzazioni mafiose. Su ognuno dei circa 900 fiori di carta colorati compariva infatti il nome di una delle vittime della mafia con la data e il luogo della strage ed alcune notizie sulle circostanze in cui l’omicidio è avvenuto. Inoltre, sempre sul fiore di carta era disegnato un Qr Code che, inquadrato con lo smartphone, rimandava al sito vivi.libera.it dove sono disponibili ulteriori informazioni sulla Giornata e le storie in dettaglio di tutte le persone vittime di mafia: «Nonostante il maltempo la risposta dei cittadini è stata positiva fin dall’inizio della manifestazione – hanno spiegato i componenti del presidio cittadino di Libera – Praticamente tutti hanno accettato il tulipano da noi offerto. Li avevamo riposti in alcune ceste che, a mano a mano che si svuotavano, venivano poi riempite con altri fiori di carta».
Filippo Bezio