Lumellogno, lotta ai “tombaroli”. Nella notte del 2 giugno preoccupanti luci di pile nella zona dove sono in corso gli scavi archeologici.

Lumellogno, lotta ai “tombaroli”

Durante gli scavi per realizzare le fondamenta di un complesso residenziale a Lumellogno sono venuti alla luce dei reperti archeologici. La Sovrintendenza ha già provveduto ad intervenire per effettuare i delicati scavi al fine di recuperare e catalogare i ritrovamenti. «Siamo solo all’inizio dei lavori – spiega Carlo Migliavacca – ma stanno venendo alla luce interessanti ritrovamenti. Il primo di questi pare essere una tomba funeraria, ma l’area interessata è piuttosto vasta e ci vorrà del tempo prima che si riesca a riportare alla luce tutto il materiale».
Dopo l’entusiasmo e subentrata la preoccupazione degli abitanti. Lo spiega ancora Migliavacca: «A quanto pare, l’area interessata era già segnalata come “sotto vincolo archeologico” e non si capisce come mai il Comune di Novara abbia potuto rilasciare la licenza edilizia. Adesso, sicuramente, i lavori subiranno degli “stop” per permettere di effettuare tutti gli scavi e il recupero del materiale archeologico».

Il problema della salvaguardia della zona

Ma non solo: «Un problema grosso – riprende – sarà la salvaguardia della zona interessata, al fine di non permettere a qualche “tombarolo” la predazione notturna. I vicini hanno già segnalato strani movimenti notturni, fatti con pile, l’ultima delle quali avvenuta nella notte tra l’1 e il 2 giugno. Alla segnalazione fattami nella mattina del 2 giugno, ho fatto un veloce sopralluogo per verificare che nulla sia stato asportato e, per fortuna, è risultato tutto integro. Un’ottima cosa sarebbe il poter recintare la zona interessata ma, a quanto pare, l’impresa edilizia non è intenzionata a procedere. Proporrei alla Soprintendenza – conclude Migliavacca – visto l’importanza dei ritrovamenti, di interessare le Forze dell’Ordine novaresi e chiedere dei sopralluoghi notturni finalizzati alla salvaguardia dei ritrovamenti, che sono un patrimonio storico di indubbio valore».

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La nascita del Gal

Già nel 1971, durante i lavori di preparazione di una risaia, vennero alla luce, nel pressi di Pagliate, i resti di una necropoli romana del primo secolo avanti Cristo. Quella scoperta ha acceso in alcuni abitanti di Lumellogno la passione per l’archeologia, una passione che è andata accentuandosi, facendo proseliti, fino a costituire il gruppo Gal (Gruppo Archeologico Lumellogno). Poco dopo il primo ritrovamento, viene scoperta un’altra necropoli nei pressi della “cascina Brusa” di Granozzo e poi un’altra ancora alla periferia di Lumellogno. Ma il “boom” delle scoperte archeologiche di questo gruppo è del 1974, quando viene portato alla luce, a Ponzana, un “habitat” preistorico dell’ultima parte dell’età del bronzo. La Sovrintendenza ha acconsentito che i reperti fossero conservati a Lumellogno. È stato così che presso un’aula delle scuole elementari del paese venisse realizzato un “antiquarium” in collaborazione con il Provveditorato agli studi e il Consiglio Circoscrizionale, che si è tatto carico delle spese per la realizzazione di tutte le vetrinette.
Sembrava tutto a posto finché, nel 1981, si è fatta viva la Sovrintendenza di Torino e, senza alcun preavviso, si è ripresa tutti i reperti.
Sandro Devecchi