I floricoltori in soccorso delle città che ‘soffocano’ sotto lo smog: un’opportunità agevolata dal ‘Bonus Verde’ contemplato nella Manovra finanziaria che trova pronti i produttori  del Verbano Cusio Ossola, dove una produzione secolare e altamente specializzata di acidofile (camelie, azalee, rododendri, pieris, ecc.) ha consentito al comparto vivaistico e floricolo di svilupparsi e di mettersi al servizio della collettività anche attraverso competenze collaterali, come quelle legate alla realizzazione e manutenzione del verde pubblico e privato
A favorire lo smog nelle città è l’effetto combinato dei cambiamenti climatici e della ridotta disponibilità di spazi verdi che concorrono a combattere le polveri sottili e gli inquinanti gassosi ma in Italia ogni abitante dispone in città di appena 31 metri quadrati di verde urbano, ma la situazione peggiora per le due metropoli di cui il territorio è baricentro, con valori che vanno dai 22 di Torino ai 17,9 di Milano, come confermano i dati di un’analisi Coldiretti sulla base degli ultimi dati Istat relativi al verde urbano nelle città capoluogo. 
Il verde urbano in Italia – sottolinea la Coldiretti – copre appena il 2,7% del territorio comunale dei capoluoghi per oltre 564 milioni di metri quadrati. La presenza del verde è importante considerato che una pianta è capace di catturare dall’aria dai 100 ai 250 grammi di polveri sottili, un ettaro di piante elimina circa 20 chili di polveri e smog in un anno. «In questo contesto è positivo, come accennato, l’introduzione con l’ultima manovra del “bonus verde” con detrazioni del 36% per la cura del verde privato quali terrazzi e giardini, anche condominiali. Si tratta – sostiene la Coldiretti – di una misura importante per favorire la diffusione di parchi e giardini in città capaci di catturare le polveri e di ridurre il livello di inquinamento».
Possibili ricadute importanti per il territorio del Vco, dunque, «dove la tradizione della cura del verde pubblico è secolare e radicata, e rappresenta per le imprese una significativa voce di reddito» come sottolinea il presidente della Coldiretti interprovinciale Sara Baudo. 
In provincia di Verbania si contano, in base ai dati della Camera di Commercio riferiti a fine 2015, 438 imprese florovivaistiche, con una superficie utilizzata in pieno campo di 148 ettari e 67 strutture coperte. Le unità lavorative sono circa 700.
l.c.

I floricoltori in soccorso delle città che ‘soffocano’ sotto lo smog: un’opportunità agevolata dal ‘Bonus Verde’ contemplato nella Manovra finanziaria che trova pronti i produttori  del Verbano Cusio Ossola, dove una produzione secolare e altamente specializzata di acidofile (camelie, azalee, rododendri, pieris, ecc.) ha consentito al comparto vivaistico e floricolo di svilupparsi e di mettersi al servizio della collettività anche attraverso competenze collaterali, come quelle legate alla realizzazione e manutenzione del verde pubblico e privato
A favorire lo smog nelle città è l’effetto combinato dei cambiamenti climatici e della ridotta disponibilità di spazi verdi che concorrono a combattere le polveri sottili e gli inquinanti gassosi ma in Italia ogni abitante dispone in città di appena 31 metri quadrati di verde urbano, ma la situazione peggiora per le due metropoli di cui il territorio è baricentro, con valori che vanno dai 22 di Torino ai 17,9 di Milano, come confermano i dati di un’analisi Coldiretti sulla base degli ultimi dati Istat relativi al verde urbano nelle città capoluogo. 
Il verde urbano in Italia – sottolinea la Coldiretti – copre appena il 2,7% del territorio comunale dei capoluoghi per oltre 564 milioni di metri quadrati. La presenza del verde è importante considerato che una pianta è capace di catturare dall’aria dai 100 ai 250 grammi di polveri sottili, un ettaro di piante elimina circa 20 chili di polveri e smog in un anno. «In questo contesto è positivo, come accennato, l’introduzione con l’ultima manovra del “bonus verde” con detrazioni del 36% per la cura del verde privato quali terrazzi e giardini, anche condominiali. Si tratta – sostiene la Coldiretti – di una misura importante per favorire la diffusione di parchi e giardini in città capaci di catturare le polveri e di ridurre il livello di inquinamento».
Possibili ricadute importanti per il territorio del Vco, dunque, «dove la tradizione della cura del verde pubblico è secolare e radicata, e rappresenta per le imprese una significativa voce di reddito» come sottolinea il presidente della Coldiretti interprovinciale Sara Baudo. 
In provincia di Verbania si contano, in base ai dati della Camera di Commercio riferiti a fine 2015, 438 imprese florovivaistiche, con una superficie utilizzata in pieno campo di 148 ettari e 67 strutture coperte. Le unità lavorative sono circa 700.
l.c.