Aronese dell’Anno 2018, la città premia passione e tenacia. Il premio quest’anno al pittore aronese Carlo Monti, la donna d’acciaio Luisa Fumagalli e lo sportivo Matteo Fanchini.

Aronese dell’Anno 2018, la città premia passione e tenacia

La passione è il leitmotiv dell’Aronese dell’anno 2018. Il premio quest’anno è andato a tre personalità aronesi diverse, ognuna nel suo campo, ma accomunate da entusiasmo, determinazione e grande amore. Il pittore aronese Carlo Monti, la donna d’acciaio Luisa Fumagalli e lo sportivo Matteo Fanchini che si sono raccontati davanti ad un folto pubblico. Gremita l’aula magna del Comune, sabato scorso, per rendere omaggio a questi tre aronesi speciali. Il maestro Carlo Monti, 89 anni «che mantiene alto il prestigio di Arona grazie alla sua arte». «Ha fatto la storia di Arona», ha detto il sindaco Alberto Gusmeroli nel presentarlo. Monti ha ripercorso la sua lunga e interessante carriera, da quella di pittore affermato a quella di insegnante.

Il racconto del pittore Carlo Monti

«Ho iniziato a 16 anni incitato da altri – ricorda – non sapevo che sarei diventato un pittore, avrei voluto fare il violinista. Un amico, dopo avergli fatto vedere un mio paesaggio, mi disse “tu sei un pittore” e da lì ho iniziato a prendere consapevolezza». Si è affermato negli anni ‘50 in una serie di personali ottenendo successi di critica e alla quadriennale nazionale di Roma. «Ricordo ancora la mia prima mostra a Milano nel 1946, gli articoli di giornale. Da lì non mi sono più fermato». Monti ha poi citato alcune delle sue tappe professionali più significative. Da lui tanti aronesi hanno imparato l’arte del dipingere. Per questo gli allievi del corso di pittura dell’Università della Terza età e i soci dell’associazione Arte ad Arona presenti in sala gli hanno voluto rendere omaggio «per la pazienza e l’affetto». Con i suoi quadri si è fatto conoscere a livello internazionale, senza dimenticare le sue origini e la sua città dove con passione insegna i segreti a chi frequenta il suo studio o le aule.

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Il consiglio: “Lavorare, lavorare continuamente”

A chi si vuole avvicinare al mondo della pittura consiglia: «Lavorare, lavorare continuamente. Si dovrebbe dormire con vicino la tavolozza». La sua forma espressiva più caratteristica è il paesaggio, ma anche i ritratti: «Un viso sembra una cosa banale, ma invece è difficilissimo perché bisogna entrare in contatto con l’anima di chi ci sta davanti». Al termine della cerimonia, per la prima volta, è stato premiato il giovane Giuseppe Savia che ha conseguito la maturità classica al liceo Enrico Fermi con 100 e lode e che oggi frequenta la facoltà di Scienze Politiche all’università di Pavia. «Studi – ha detto l’aronese – che mi stanno appassionando».

Maria Nausica Bucci