Invalidità civile, si accorciano i tempi per ottenere la certificazione. E’ stato firmato l’accordo tra Asl No, Inps e Medici di Medicina Generale per un progetto sperimentale. Si chiama “Percorso del Paziente con disturbo cognitivo che necessita di certificazione ai fini dell’invalidità civile”. «Il progetto – spiega Adriano Giacoletto, direttore generale dell’Asl No –  risponde ai bisogni dei soggetti più fragili e delle loro famiglie, spesso sopraffatti da circuiti burocratici-amministrativi».

Invalidità civile, lunghe liste d’attesa

Tutte le persone per le quali si sospettano disturbi cognitivi e/o  comportamentali sono seguite dal Centro per i Disturbi Cognitivi e Demenze (CDCD), in collaborazione con il medico curante. Le richieste di visita per ottenere la certificazione utile al riconoscimento dell’invalidità civile si aggiungono a quelle con finalità diagnostico-clinica provocando lunghe liste d’attesa. Per risolvere il problema, un gruppo di lavoro composto da Inps, Mmg, Asl No ha definito un percorso specifico per il paziente con disturbo cognitivo che necessita di rivolgersi alla Commissione Medico Legale.

Parte la sperimentazione

Il paziente con disturbo cognitivo, che necessita di certificazione per l’invalidità civile (o dell’accompagnamento o Legge 104), potrà rivolgersi al proprio medico di Medicina Generale. Il medico curante compilerà un’apposita scheda che sostituirà i referti degli specialisti. Tale scheda sarà consegnata al paziente o al familiare che la porterà alla Commissione Medico Legale a completamento della domanda Inps. La Commissione potrà richiedere eventuali indagini di approfondimento. La sperimentazione durerà un anno e potranno parteciparvi tutti i medici di medicina generale.

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Invalidità civile, «importante semplificazione»

«Il progetto è un importante intervento per la semplificazione nel campo dell’invalidità civile», dice Daniela Cutugno, direttore della sede provinciale Inps di Novara. «Questo progetto è nato per affrontare il problema delle lunghe liste di attesa per la visita neurogeriatrica nella nostra Asl», afferma Arabella Fontana, direttore Sanitario Asl No.
In Italia, il numero totale dei malati è stimato in oltre un milione (di cui circa 600.000 con demenza di Alzheimer) e circa 3 milioni sono le persone direttamente o indirettamente coinvolte nell’assistenza dei loro cari.

ari.mar.